Ballo e musica sono delle arti: non ce lo dimentichiamo!

La musica dovrebbe essere prima di tutto educazione alla vita. Se impari a “pensare la musica” capisci la relazione tra passione e disciplina, la necessità di aprirsi agli altri. (cit. di Daniel Barenboin)

Comporre una canzone, cantarla ed accompagnarla con gli strumenti giusti, creare una coreografia o eseguire un ballo alla perfezione sono arti complicate al pari dell’esecuzione di un quadro o di una scultura, che consideriamo opere d’arte. Ormai si assiste al proliferare di talent show di vario genere (da “X factor” ad “Amici di Maria De Filippi”, da “The Voice” a “Italian’s got talent”) seguitissimi dal pubblico e tutti incentrati sul talento canoro, musicale o nel ballo con una conseguente banalizzazione di questi doni della natura.

Tutto sembra alla portata di tutti mentre in realtà si tratta di arti complesse che oltre al talento naturale richiedono impegno, studio e costanza. Nascono sempre più baby fenomeni e gruppi musicali giovanissimi dal rapido successo ma anche dalla rapida sparizione (non sempre ma in molti casi): ricordiamo Britney Spears ai vecchi tempi, balli come la Macarena o la Lambada che hanno spopolato mentre adesso ci sono il Gangam style, Taylor Swift, Lana del Rey, gli One direction e tanti altri nuovi “fenomeni” nati all’improvviso.

Si assiste anche al proliferare di una grande varietà di scuole di musica (chitarra, pianoforte, tastiera, batteria e chi più ne ha più ne metta), di canto, di danza e di recitazione e ad una sorta di commercializzazione sia nella produzione artistica che nell’insegnamento. Aumentano le scuole ed aumentano le iscrizioni ai corsi sull’onda anche del successo dei programmi televisivi.

Studiare ballo e musica però dovrebbe essere considerato come un percorso molto serio improntato oltre che alla creatività anche alla fatica e al sacrificio, sempre indispensabili per ottenere risultati di qualità. A volte però si tende a dimenticarlo e ad affrontare queste strade con poca consapevolezza e superficialità ritenendo che tutti possano diventare grandi ballerini o grandi cantanti, con le relative delusioni o bassa qualità.

Se vogliamo iscriverci ad una scuola di musica, di canto o di danza è importante sceglierla con cura considerando, oltre che le nostre reali attitudini, anche e soprattutto la competenza degli insegnanti, le solide basi teoriche, la loro preparazione, i metodi pedagogici utilizzati, l’attenzione allo studente e l’assenza di improvvisazione. Evitare di approcciarsi a queste arti con superficialità è un requisito molto importante per preservarne la qualità e il valore.

L’arte è una cosa seria!

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Facciamo merenda? In “8 parole” i segreti per farla correttamente

In “8 parole” i segreti per farla correttamente 56 abbinamenti settimanali per aiutare i genitori a prepararla sempre diversa frutta tutti i giorni, sì (con moderazione) alle merendine.

Unione Italiana Food e Istituto Bambino Gesù per la salute del Bambino e dell’Adolescente fanno il punto sulla merenda, momento di consumo tipicamente italiano che non ha eguali nel Mondo.

Per l’occasione hanno dato vita a un “Manifesto della Merenda”:
8 parole che spiegano come bambini e ragazzi dovrebbero vivere questo momento.
Mentre sul fronte degli abbinamenti, ecco un planning settimanale di 56 merende per 4 fasce d’età (dai 4 ai 17 anni) con l’obiettivo di aiutare i genitori a organizzarla al meglio.

La frutta resta il caposaldo della merenda dei più giovani, via libera al consumo moderato di dolci fatti in casa e merendine oltre a quello di panini con formaggio, salumi e verdure, biscotti, yogurt, gelato e cioccolato.

Quotidiana, adeguata, moderata, saziante. E poi ancora varia, dolce, salata, serena. Sono le 8 parole che descrivono la merenda di bambini e ragazzi, secondo un “Manifesto” messo a punto da Unione Italiana Food e Istituto Bambino Gesù per la salute del Bambino e dell’Adolescente, punto di riferimento in Italia per i temi che riguardano l’educazione alimentare dei più giovani.

Queste “buone pratiche” sono state presentate a Milano, dal Dott. Giuseppe Morino, Responsabile UO Educazione Alimentare Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nel corso dell’evento “Facciamo merenda?” organizzato da Unione Italiana Food per fare cultura su questo importante momento di consumo, tipico dello stile di vita italiano.

Durante l’iniziativa, l’Istituto Bambino Gesù per la salute del Bambino e dell’Adolescente ha presentato anche un inedito planning settimanale di 56 merende per quattro fasce d’età (4-6 anni, 7-11 anni, 12-14 anni, 15-17 anni) e online sul sito www.merendineitaliane.it con lo scopo di fornire ai genitori idee per organizzarla al meglio.

A merenda mai senza frutta, new entry “veg”

Kiwi, mele, mirtilli, arance, banane, mandorle, nocciole e molto altro. Dagli abbinamenti suggeriti dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute emerge ancora una volta come la frutta (fresca e secca) è il caposaldo della merenda e va consumata tutti i giorni. Allo stesso tempo gli abbinamenti evidenziano l’importanza di alternare tutti gli alimenti, dolci e salati, come yogurt, pane, dolci fatti in casa o confezionati, panini con formaggi, salumi e verdure, gelato e frullati, biscotti e cioccolato.
Tra le novità alcune proposte adatte a uno stile alimentare vegetariano come ad esempio “pizza bianca con hummus di ceci e pomodori”. Oppure l’introduzione di verdure nelle proposte di spuntini contenenti alimenti di origine animale, ad esempio nel classico panino con affettato (con rucola).

Le merendine? ok, 1-2 volte a settimana

L’Istituto Bambino Gesù per la salute del Bambino e dell’Adolescente promuove infine il consumo moderato a merenda di una fetta di dolce fatto in casa o di una merendina (1-2 volte a settimana) che ha saputo negli anni trovare un giusto bilanciamento tra l’apporto nutrizionale, la porzionatura e la giusta gratificazione ed è perfettamente compatibile con le esigenze di bambini e ragazzi.

“Alla base di una corretta alimentazione in tutte le età ed in particolare in età pediatrica, afferma il Dott. Giuseppe Morino, Responsabile UO Educazione Alimentare Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, vi è la varietà che per le merende può essere rappresentata da proposte dolci alternate a quelle salate, diverse ogni giorno, almeno nell’arco di una settimana. Due merende giornaliere varie e nutrizionalmente adeguate rappresentano un contributo necessario ad una crescita armonica, senza favorire il sovrappeso o patologie metaboliche ad esso correlate”.
“Siamo orgogliosi di questa collaborazione con l’Istituto Bambino Gesù per la salute del Bambino e dell’Adolescente, afferma Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food, che premia l’intenso lavoro fatto in questi anni dall’industria dolciaria per il miglioramento dei prodotti e in particolare delle merendine, oggi considerate, dall’ente scientifico punto di riferimento in Italia per l’educazione alimentare dei più giovani, come una delle alternative nutrizionali per la merenda bambini e ragazzi.”

Il “Manifesto della Merenda”: 8 parole per raccontarla

La merenda dovrebbe rappresentare un piccolo pasto e allo stesso tempo un momento socializzante. Ma cosa ci dicono le “8 parole” riassunte nel Manifesto? In primo luogo, la merenda è una buona abitudine e va fatta tutti i giorni e due volte al giorno e deve essere adeguata al fabbisogno energetico dell’età del bambino o ragazzo. Allo stesso tempo non deve appesantire per cui è vietato esagerare: in questa direzione la porzionatura dei dolci confezionati può essere utile in quanto permette di avere un contenuto calorico prestabilito, indicato in etichetta.

Per non arrivare ai pasti successivi troppo affamati inoltre è bene non saltare mai la merenda. Un altro segreto per farla correttamente è mai ripeterla uguale tutti giorni per cui assumere diversi nutrienti è fondamentale. Dolce ma anche salata. Si al consumo moderato di dolici fatta in casa e merendine insieme ad alimenti salati come una fetta di pane con olio e pomodoro: è importante abituare i bambini e i ragazzi a sapori diversi. Infine è importante ricordare che la merenda è un momento da vivere con la giusta calma, a casa, a scuola o al parco, con i genitori, i nonni o gli amici.

Ad ogni eta’… la sua merenda

Infine, l’Istituto Bambino Gesù per la salute del bambino e dell’Adolescente vuole precisare che non esiste una merenda poco o troppo nutriente ma diversa in base all’età dei bambini e al fabbisogno energetico: parliamo di circa 150 Kcal per bambini 4- 6 anni, 200 Kcal per bambini 7-11 anni, 260 Kcal per ragazzi 12 – 15 anni e 285 Kcal per ragazzi 15 – 17 anni.
E’ necessario – afferma il Dott. Morino – che gli apporti delle merende differiscano in relazione all’età dei bambini. In questo senso la disponibilità di merende già porzionate permette una scelta migliore e più adeguata da parte del genitore. Un’altra caratteristica fondamentale è data dalla necessità di essere sazianti per questo è importante la presenza oltre ai nutrienti essenziali (glucidi, lipidi e proteine) di una buona quantità di fibre e di micronutrienti che a volte scarseggiano nell’alimentazione infantile come Omega3, ferro, vitamine, calcio.